«Tutti dovrebbero essere coinvolti fin da subito»
Susanne Zenker, presidente della SIA è convinta che per un’edilizia circolare sostenibile sia necessaria una buona collaborazione tra committenti, progettisti ed esecutori.
Secondo la Zenker, a livello teorico i ruoli dei tre attori sono chiaramente definiti.
«Se il committente ha già optato per un metodo di costruzione sostenibile e circolare, il progettista fornisce in seguito la propria consulenza e l’impresa di costruzione esegue infine quanto commissionato, senza influenzare le scelte.» Ma nella pratica la situazione è più complessa. Un committente professionale sa esattamente cosa ordina, mentre uno meno esperto no. Il secondo riflette sulla funzionalità dell’opera edile, ma non necessariamente sull’approccio sostenibile o sulla scelta dei materiali concepiti per uso circolare: è importante quindi che riceva una consulenza adeguata fin da subito.» In genere a occuparsi di questo aspetto è l’architetto/a. «Anche coinvolgere tempestivamente l’impresa di costruzione è utile, poiché può apportare proposte basate sulla propria esperienza pratica e influenzare in modo determinante il progetto e la sua realizzazione», sottolinea la Zenker. Le alleanze di progetto, nelle quali le tre parti collaborano già dalle prime fasi del progetto, sono uno strumento efficace per rendere l’edilizia più sostenibile e circolare, soprattutto nel caso di opere complesse. «Ma anche per commesse minori è bene che tutte le parti coinvolte si siedano a un tavolo fin dall’inizio per discutere ciò che è bene fare e cosa va evitato. Il progetto trae beneficio da un lavoro coordinato e integrato.»
In Svizzera, si riutilizzano piuttosto di rado elementi di costruzione come finestre o porte. Secondo la Zenker un passaporto dei materiali, come quello di Madaster, è uno strumento valido per migliorare la situazione, poiché permette di sapere dove e quando vengono smantellati elementi costruttivi e quali sono riutilizzabili.