martedì, 16.09.2025

Costruire per il futuro: l’economia circolare si basa su responsabilità e coraggio 

Kaestli Fachtagung Kreislaufwirtschaft fotografiert am Donnerstag, 21. August 2025 in Rubigen. (VOLLTOLL / Simon Boschi)

Al convegno Kästli, tenutosi presso la cava Rubigen, circa 100 persone esperte e interessate dei settori della costruzione, della scienza e della politica si sono confrontate con la domanda: a che condizioni l’economia circolare è sostenibile nella costruzione? In conclusione è emerso che la sostenibilità necessita di equilibrio tra ecologia, economia e socialità, ha un costo e richiede coraggio e senso di responsabilità da parte di tutti.  

Nessun altro settore in Svizzera movimenta così tanto materiale come quello della costruzione. Ciò ha un impatto sull’ambiente, sulle risorse e sul clima, ma anche un enorme potenziale: mantenendo i materiali da costruzione nel ciclo dell’utilizzo il più a lungo possibile, il consumo di risorse e i rifiuti si riducono notevolmente.

Nella costruzione vengono prodotti circa 75 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno. Sebbene già oggi il 70% di questi venga riciclato, le cifre dimostrano che è imprescindibile applicare con costanza i principi dell’economia circolare. Il settore è sempre più consapevole di questa responsabilità e molte imprese, come la Kästli, sono attive nella ricerca di soluzioni e vogliono dare il proprio contributo.

Nella pratica si è visto che l’attuazione dell’economia circolare è complessa. «Circolarità non significa solo riciclaggio» spiega la prof.ssa Susanne Kytzia della OST (Scuola universitaria professionale della Svizzera orientale). «L’economia circolare è una continua ricerca di equilibrio tra interessi ecologici, economici e sociali.» È importante che tutto il personale comprenda l’economia circolare, così da poter agire di conseguenza nel quotidiano. «Se sommate, tutte le piccole decisioni prese in cantiere alla fine possono fare una grande differenza.»

Costi e responsabilità

Nei millenni, la costruzione ha perfezionato l’economia lineare: estrarre i materiali, utilizzarli e smaltirli. «Questo modo di pensare consente di realizzare profitti, ma comporta costi ecologici e sociali enormi», afferma Patric van der Haegen della Eberhard Unternehmungen. «È quindi molto importante che noi, come settore, ci assumiamo le nostre responsabilità e cambiamo direzione.»

Al convegno Kästli le esperte e gli esperti hanno concluso unanimemente che, sulla via verso l’economia circolare, nel settore della costruzione ci vuole un deciso cambiamento di mentalità. Martin Moser dell’Ufficio acqua e rifiuti del Canton Berna ha suggerito di ampliare l’orizzonte temporale: «Chi pensa a corto termine vede solo il prezzo. Chi fa i calcoli sul lungo termine si accorge che la sostenibilità non comporta unicamente un costo, ma crea valore.» Nel calcolo dei prezzi mancano oggi i costi delle conseguenze ambientali, che saranno a carico delle prossime generazioni. Gli investimenti in prodotti e processi sostenibili ripagano sul lungo termine, poiché riducono e addirittura evitano proprio questi oneri futuri. Questo è possibile quando l’impatto ambientale, la sostenibilità economica e l’equità sociale sono in equilibrio.

Anche la Kästli è alla ricerca di questo equilibrio, Pascal Remund spiega: «Dobbiamo pensare e agire con lungimiranza e nell’interesse di chi verrà dopo di noi.» Da cinque generazioni la Kästli è caratterizzata da un modo di pensare intergenerazionale. L’economia circolare è oggi parte integrante della strategia aziendale.

È necessario pensare l’economia circolare in cicli lunghi. Manuel Schweizer, CEO della start-​up tessile OceanSafe, va dritto al punto: «Non possiamo essere più stupidi della natura.» Nel corso di milioni di anni, essa ha creato cicli funzionanti, senza rifiuti e senza sprechi. L’economia deve ispirarsi a questo modello. «L’economia circolare presuppone una certa capacità di sopportazione: non è la via più semplice, ma quella giusta.»

È fondamentale pensare a lungo termine. Per incoraggiare l’azione integrata e a lungo termine, sono necessari incentivi e condizioni quadro chiare. Durante il convegno è stato sottolineato più volte che l’economia circolare deve essere pretesa, ad esempio tramite specifiche nei bandi di gara e standard misurabili. Michael Widmer, direttore dell’associazione Materiali di costruzione circolari Svizzera, formula delle aspettative chiare all’attenzione della politica: «Per un’economia circolare che preservi il valore, abbiamo bisogno di un cambiamento di mentalità nella politica, di acquisti pubblici che promuovano consapevolmente la costruzione circolare e del sostegno delle autorità.»

Il coraggio è imprescindibile

Affinché l’economia circolare nella costruzione abbia successo, oltre a una visione a lungo termine e a condizioni quadro chiare, è necessario un altro ingrediente: il coraggio. Esso è indispensabile durante l’intero processo di costruzione:

– La committenza può mostrarsi disposta ad accettare le incertezze di progettazione, anche quando ostacoli o opposizioni potrebbero ritardare i progetti.

– I progettisti e le progettiste possono promuovere attivamente il tema, anche se ciò significa contraddire la committenza o, se necessario, ritirarsi dai progetti.

– Le autorità possono partecipare attivamente al dibattito sull’economia circolare e prendere decisioni coraggiose, ad esempio vietando i prodotti monouso, elaborando previsioni sui costi ambientali futuri o fissando dei valori limite.

– Le imprese possono essere pioniere sperimentando procedure innovative, estendendo l’uso di materiali e prodotti circolari e collaborando con altri attori alla definizione di nuovi standard.

– La scienza può dare prova di coraggio cercando soluzioni che oltrepassino i confini delle diverse discipline e condividendo le loro conoscenze con l’economia e la politica.

Il coraggio, però, non è richiesto solo nei singoli ruoli, ma anche nell’azione congiunta. L’economia circolare ha successo solo se tutte le persone coinvolte sono disposte ad avviare dei progetti pilota, a sperimentare cose nuove e a condividere i rischi.

L’economia circolare non deve solo essere capita, ma soprattutto vissuta. «Non possiamo aspettare finché tutto sia perfetto», ha sottolineato Pascal Remund della Kästli. «L’economia circolare non è un obiettivo, ma un percorso durante il quale continuiamo ad imparare. È fondamentale agire ora, insieme e con coraggio. Per le nostre basi della vita, per una convivenza solidale e per le generazioni future.»