venerdì, 06.03.2026

«Il CNM crea maggiore spazio di manovra per le imprese, senza imposizioni»

Dopo intense trattative, il nuovo Contratto nazionale mantello (CNM) è stato finalmente concluso. Esso soddisfa le esigenze delle aziende e dei collaboratori. Bernhard Salzmann, direttore della SSIC, ne illustra i vantaggi in un’intervista.

Perché il nuovo CNM è così importante per il settore e in particolare per le PMI?

Perché apporta tre miglioramenti fondamentali, oggi decisivi per le imprese di costruzioni di qualsiasi dimensione: stabilità e sicurezza nella pianificazione, maggiore flessibilità per le imprese e il personale e un’equa ripartizione dei rischi con al contempo un rafforzamento della pace del lavoro. Concretamente ciò significa che non saranno condotte trattative annuali sui salari, non vi saranno sorprese e i rischi in materia di rincaro saranno condivisi. Chi pianifica con anticipo, sa cosa lo aspetta. Questi elementi fanno sì che il settore delle costruzioni rimanga interessante per il personale qualificato, per gli investimenti e per un mercato equo.

Lei ha più volte sottolineato la stabilità: cosa significa concretamente?

Il nuovo CNM garantisce sei anni di sicurezza contrattuale. Ciò garantisce una certa tranquillità. Gli impresari e le impresarie possono pianificare e calcolare a lungo termine e informare tempestivamente il personale. Soprattutto in un settore caratterizzato da grandi progetti e lunghi tempi di preparazione, questa affidabilità costituisce un vantaggio.

Se il rincaro rimane inferiore al 2% l’anno, il nuovo CNM prevede che fino al 2031 non ci saranno trattative annuali sui salari.

Abbiamo scelto consapevolmente questo termine lungo. Dal mio punto di vista, è una chiara espressione di responsabilità di entrambe le parti. Non dimentichiamo che nel settore dell’edilizia principale abbiamo già salari minimi ed effettivi molto elevati e ottime condizioni di lavoro, soprattutto se confrontati con altri settori. La stabilità offre alle aziende e al personale il tempo di concentrarsi sulle cose essenziali: il buon lavoro, posti di lavoro sicuri e un settore funzionante.

SSIC

Dove si riscontrano i vantaggi della sicurezza nella pianificazione?

Ad esempio, nel meccanismo di adeguamento al rincaro o nella regolamentazione del tempo di viaggio. Gli adeguamenti sono definiti, trasparenti e noti con largo anticipo. Le imprese sanno per tempo a cosa vanno incontro e possono adeguare i loro sistemi salariali e i budget. In particolare, per il tempo di viaggio abbiamo trovato una soluzione che può essere dichiarata di obbligatorietà generale e che risolve anni di incertezze. Le piccole imprese possono lavorare con una soluzione forfettaria, come in parte accade già oggi, senza temere che venga messa in discussione in seguito. Si risparmiano tempo, fatica e discussioni.

La flessibilità interessa sia i datori di lavoro che il personale. Quali miglioramenti ci sono stati nel CNM?

Molti, perché il Contratto crea maggiore spazio di manovra per le imprese, senza imposizioni, mettendo in primo piano le possibilità e non i doveri. Chi ha un buon rapporto con il proprio personale e non desidera cambiamenti può continuare a lavorare come prima. A chi desidera più flessibilità si aprono nuove possibilità. Un buon esempio è il conto vacanze di lunga durata. Le ore supplementari non devono più essere pagate entro una data fissa, ma possono essere accumulate e compensate in seguito con del tempo libero. Questo è esattamente ciò che oggi molti dipendenti desiderano: decidere autonomamente del proprio tempo libero, avere più momenti con la famiglia e gli amici o per gli hobby.

Per chi è particolarmente importante questa flessibilità?

Per tutti. Per le imprese, perché possono adeguare meglio gli orari di lavoro alla situazione degli ordini. E per i dipendenti che pianificano un soggiorno più lungo nel Paese d’origine o hanno altri progetti privati. Questi modelli rendono il settore un datore di lavoro più interessante e sono un atout nella ricerca di personale qualificato.

Parlando di carenza di personale qualificato: il CNM contribuisce a migliorare la situazione?

Abbiamo condotto le trattative anche dal punto di vista di come poter acquisire e mantenere personale e manodopera qualificati. La flessibilizzazione dei modelli di orario di lavoro, l’abolizione di regole rigide e altre possibilità di compensare le ore supplementari sono indubbi punti di forza. Grazie al CNM, il settore della costruzione si afferma come un settore moderno e affidabile, e offre alle imprese vantaggi sul mercato del lavoro.

Le piccole imprese devono ora prepararsi a grandi cambiamenti?

No, questo è davvero un punto importante. Il Contratto non è un rigido corsetto. Chi è a proprio agio con i modelli precedenti può continuare ad applicarli. Ma esistono ora nuove opzioni per le imprese che vogliono una maggiore flessibilità. Il nostro intento principale nei negoziati era che il CNM rimanesse attuabile per le PMI e non creasse inutili complessità.

Parlando del CNM cita anche la ripartizione dei rischi. Perché è così importante?

La novità è che ora il rischio legato al rincaro è ripartito equamente. Nessuno oggi sa come si evolverà l’inflazione nei prossimi anni. È quindi giusto che il rischio non sia a carico di una sola parte – le imprese. Il Contratto crea una soluzione equilibrata che tiene conto di entrambe le parti.

In che modo si è preparata la delegazione della SSIC? Su quali basi avete individuato i temi importanti per il settore?

Ci siamo preparati in anticipo e in modo approfondito collaborando con un gruppo di lavoro composto da impresarie e impresari, nonché responsabili del personale di piccole, medie e grandi imprese. Le esigenze emerse sono state integrate in un sondaggio condotto a livello settoriale. Durante le trattative volevamo affrontare temi quotidiani reali: cosa funziona? Cosa, invece, non va? Cosa comporta uno sforzo inutile?

Quali sono i temi che le imprese hanno segnalato più spesso?

Che vogliono flessibilità e pianificabilità, ma non ulteriore complessità. Molti problemi non nascono per mancanza di volontà, ma a causa di regole troppo rigide. Tuttavia, era necessario chiarire innanzitutto cosa si intende per flessibilità. È proprio da questo che siamo partiti negoziando miglioramenti mirati.

Mentre voi negoziavate al tavolo delle trattative, i sindacati hanno violato più volte la pace del lavoro…

Si tratta di un tema delicato, perché i rapporti equilibrati e un comportamento conforme al Contratto sono presupposti fondamentali per qualsiasi partenariato sociale funzionante. La violenza da parte dei sindacalisti, le minacce al personale edile e i danni materiali causati nei giorni di sciopero sono decisamente incompatibili con l’obbligo di mantenere la pace previsto dal CNM. Il nuovo CNM rafforza sensibilmente la pace del lavoro. In caso di violazioni, in futuro sarà possibile reagire in modo più rapido ed efficace, rendendo direttamente esigibili le sanzioni pecuniarie nei confronti dei sindacati. Ciò tutela in egual misura le imprese, il personale e i progetti.

Cosa significa questo rafforzamento della pace del lavoro per il futuro?

Segnala chiaramente che i conflitti devono essere risolti al tavolo delle trattative e che non c’è posto per la violenza. Ciò crea fiducia e sicurezza. Le regole chiare e la loro applicazione coerente sono un vantaggio per tutto il settore e, in definitiva, anche per la committenza.

Per concludere: qual è, secondo Lei, il significato fondamentale di questo CNM?

Il nuovo CNM non è un concetto teorico, ma uno strumento concreto. Porta stabilità, lascia margine di manovra, ma non obbliga nessuno a cambiare l’organizzazione del lavoro. Il Contratto garantisce una certa tranquillità e progettualità al settore delle costruzioni per diversi anni. Questo è importante non solo per il settore, ma anche per la Svizzera nel suo complesso, soprattutto vista l’urgente necessità di intervenire nell’edilizia residenziale e nelle infrastrutture.