Iniziativa SSR: pericolose manovre diversive degli avversari
Nella campagna sull’iniziativa SSR si tende spesso a ignorare il fatto che dal 2019 le aziende devono pagare un canone SSR basato sul fatturato.
Quando una decina di anni fa la popolazione svizzera ha votato la «Modifica della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV)», il cui elemento centrale era l’introduzione di un canone SSR basato sul fatturato, in un’intervista un gruista ha dichiarato, lapidario: «Un incidente potrebbe essere fatale. Non posso permettermi distrazioni.» Per lui ascoltare la radio durante il lavoro era fuori discussione. Un suo collega di lavoro si è espresso in termini simili: «Dobbiamo poter comunicare tra di noi. In tutto il cantiere non c’è un solo dipendente che ascolti la radio o guardi la TV.»
Dibattito sull’etica dei media anziché sulla sicurezza sul lavoro
Nell’attuale campagna per la votazione queste voci mancano e ciò non è dovuto solo al fatto che la votazione popolare allora era in giugno, nel pieno della stagione edilizia, e non in inverno come oggi. A distanza di un decennio, il focus della discussione si è decisamente spostato: il dibattito sulla votazione è soprattutto accademico e incentrato sull’etica dei media, mentre le questioni legate alla sicurezza sul lavoro vengono appena menzionate.
Impossibile, irresponsabile, vietato!
La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori deplora questa – testualmente – pericolosa manovra diversiva degli oppositori all’iniziativa. Normalmente nei cantieri non sono presenti apparecchi radiofonici e televisivi al di fuori delle baracche di cantiere. Per motivi di sicurezza, le distrazioni acustiche e visive nell’area di lavoro sono spesso vietate. Ciononostante, le imprese di costruzioni sono soggette al pagamento del canone a causa della loro attività ad alto fatturato. Ciò comporta, nella pratica, fatture del canone SSR con importi di quattro o cinque cifre, anche se non vi è un corrispondente consumo dei media.
Oggi come allora vale: Ascoltare la radio in cantiere? Impossibile, irresponsabile, vietato! L’8 marzo 2026 è quindi essenziale votare sì all’iniziativa SSR.