sabato, 01.11.2025

Nessun aggravio ulteriore sulle successioni aziendali 

Domenica il 78 per cento dell’elettorato ha respinto l’Iniziativa popolare della GISO che intendeva introdurre un’imposta nazionale sulle successioni. Se accolta, avrebbe reso più difficile la successione aziendale nel settore della costruzione.

L’iniziativa GISO richiedeva l’introduzione di un’imposta a livello federale con un’aliquota del 50 per cento sulle successioni e sulle donazioni che superano la soglia dei 50 milioni di franchi.

Sotto tiro le imprese di costruzione a conduzione familiare

La SSIC aveva raccomandato e caldeggiato la bocciatura dell’Iniziativa. Molte aziende del settore principale della costruzione sono imprese a carattere familiare. Il patrimonio della famiglia è in gran parte vincolato all’impresa e quindi non liquido. In caso di approvazione dell’Iniziativa, al passaggio dell’azienda da una generazione all’altra il conto fiscale sarebbe stato elevato. Uno studio condotto da PwC mette in luce che l’80 per cento delle imprese familiari non disporrebbe di liquidità sufficiente per pagare l’imposta di successione. Sarebbero costrette a vendere l’azienda o a indebitarsi pesantemente. Nella successione aziendale, due imprese a conduzione familiare su tre non rimarrebbero di proprietà della famiglia o lo resterebbero solo in parte.

Già oggi molte imprese edili devono chiudere poiché non si trova un successore per la proprietà. L’approvazione dell’imposta della GISO avrebbe reso ancora più difficile la successione aziendale nel settore della costruzione.