mercoledì, 17.06.2026

No all’isolamento: ora bisogna spingere gli alloggi e le infrastrutture

La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori accoglie con favore la bocciatura dell’iniziativa per la sostenibilità dell’UDC. Per quanto attiene alla costruzione di alloggi e di infrastrutture e all’attuazione degli Accordi bilaterali III, si profilano ora importanti sfide alle quali la SSIC intende dedicarsi attivamente.

La SSIC accoglie con favore il «no» a nuovi contingenti, a un aumento della burocrazia e a un attacco alla libera circolazione delle persone. Ora è necessario affrontare le sfide reali: la Svizzera ha bisogno di più alloggi a prezzi accessibili, di infrastrutture efficienti e di buone condizioni di lavoro. In questo, la SSIC si impegnerà con ancora maggiore determinazione.

Il settore della costruzione continua a dipendere da sufficiente manodopera qualificata

Il personale e le imprese del settore della costruzione danno un contributo fondamentale alla formazione di apprendisti e apprendiste e alla formazione di base e continua di lavoratori e lavoratrici edili esperti. Questi sforzi devono essere ulteriormente intensificati. Al contempo, considerata la carenza di manodopera qualificata, il settore continua a dipendere da lavoratori e lavoratrici provenienti dall’Europa.

L’introduzione di nuovi contingenti e le lunghe procedure di approvazione avrebbero aggravato la situazione attuale. Inoltre, la distribuzione di contingenti limitati avrebbe portato a situazioni conflittuali tra settori e regioni. Proprio i settori ad alta intensità di personale come quello della costruzione avrebbero rischiato di essere svantaggiati.

Risolvere la penuria di alloggi costruendo e non isolandosi

Il «no» all’iniziativa non risolve magicamente le attuali sfide legate al mercato degli alloggi e alle infrastrutture. In molte regioni mancano abitazioni a prezzi accessibili, mentre le principali infrastrutture di trasporto raggiungono sempre più spesso i propri limiti di capacità. Allo stesso tempo molti progetti di costruzione subiscono ritardi a causa di lunghe procedure pianificatorie e di autorizzazione.

Dal punto di vista del settore della costruzione, sono perciò necessarie delle condizioni quadro per favorire degli investimenti migliori e per una realizzazione più celere dei progetti di costruzione per abitazioni e infrastrutture. È necessario rendere più semplici e veloci le procedure pianificatorie e di autorizzazione e coordinarle meglio. I ricorsi devono essere limitati a motivi legittimi e alle parti interessate. Inoltre, sono necessarie basi legali affidabili, sicurezza nella pianificazione e disponibilità sufficiente di terreni edificabili.

Garantire condizioni quadro affidabili con i Bilaterali III

Dopo la bocciatura dell’iniziativa, gli Accordi bilaterali III assumono un’importanza fondamentale. Per il settore della costruzione e l’economia intera, è decisivo avere rapporti stabili con l’Unione europea, accesso a manodopera qualificata e condizioni quadro giuridiche affidabili. Allo stesso tempo la Svizzera deve poter tutelare in modo autonomo i propri interessi in materia di politica economica e migratoria.

In giugno, sono stati avviati i lavori parlamentari relativi ai Bilaterali III. In questa discussione la SSIC sta svolgendo attività di lobbying soprattutto per quanto attiene alla cosiddetta clausola di salvaguardia. Il Consiglio federale intende inasprire la clausola di salvaguardia esistente e ha definito quattro criteri o valori soglia. Quando uno dei valori soglia è raggiunto, il Consiglio federale invoca la clausola di salvaguardia. I criteri si riferiscono a un forte aumento dell’immigrazione netta dall’UE (rispetto all’anno precedente) relativamente a frontalieri e frontaliere, del tasso di disoccupazione e delle persone a beneficio dell’aiuto sociale. La SSIC considera sensati questi quattro criteri. Tuttavia, la loro lacuna consiste nel fatto che sono tutti retrospettivi. e si basano sugli sviluppi del passato. Sarebbe, invece, importante includere anche un criterio orientato al futuro. Un criterio di questo tipo potrebbe essere una previsione dell’immigrazione nel prossimo futuro, ad esempio nei prossimi uno o tre anni. Nel caso in cui le previsioni indicassero un’immigrazione netta troppo elevata, andrebbe attivata anche la clausola di salvaguardia. Per questo motivo la SSIC si impegnerà a favore di questo criterio nel corso dei lavori parlamentari.