venerdì, 07.08.2026

Più Stato di diritto, maggiore sicurezza giuridica

Il Consiglio federale ha avviato il processo politico per riformare le autorità in materia di concorrenza. Tuttavia, le sue proposte non risolvono i problemi strutturali.

La SSIC si impegna a favore di una concorrenza leale. Ciò implica anche che le procedure giudiziarie in materia di diritto dei cartelli si svolgano in modo corretto. Attualmente, tuttavia, presso le autorità sussistono dei problemi strutturali che destano preoccupazione dal punto di vista dello Stato di diritto. Esistono due autorità in materia di concorrenza: da un lato vi è la Segreteria, dall’altro la Commissione della concorrenza (COMCO). La Segreteria è l’autorità che formula l’accusa e conduce l’indagine. La COMCO è composta da due giudici che emettono la sentenza; in teoria dovrebbero farlo in modo indipendente, ma la COMCO dipende strutturalmente dalla Segreteria. Ai 70 posti a tempo pieno della Segreteria si contrappongono una dozzina di giudici «di milizia» della COMCO con un carico di lavoro a tempo parziale pari al 20%. Per un’indagine, la Segreteria produce da 2500 a 3000 pagine di documentazione.

Come può un giudice di milizia riuscire ad approfondire con la dovuta attenzione una documentazione così voluminosa? Un procedimento a volte dura anni – ma l’impresa accusata viene ascoltata dai giudici della COMCO solo per 20 minuti. Durante questa audizione, i giudici della COMCO possono porre solo domande di comprensione, ma non domande sui fatti. Quando i giudici della COMCO poi si ritirano per deliberare, l’impresa accusata ovviamente non è più presente. I collaboratori e le collaboratrici della Segreteria, invece, possono essere presenti e prendere la parola. Quanto è probabile che i collaboratori e le collaboratrici dell’autorità che ha formulato l’accusa prendano improvvisamente una posizione neutrale durante la deliberazione?

Anche se un’impresa non accetta la sentenza della COMCO e ricorre successivamente all’istanza superiore – il Tribunale amministrativo federale- le sue possibilità sono scarse a causa del sistema. Il Tribunale amministrativo federale concede alla COMCO un ampio margine di discrezionalità nelle questioni di diritto della concorrenza. Ciò rende difficile correggere nel merito le decisioni errate. Per le imprese accusate ciò comporta spesso procedimenti che durano anni, una notevole incertezza giuridica e un danno alla reputazione – anche se le accuse dovessero poi rivelarsi infondate.

Per questo motivo, gran parte del mondo economico si batte per le seguenti riforme: in primo luogo, l’indagine e la decisione devono essere chiaramente separate a livello istituzionale. La Segreteria deve continuare a condurre le indagini, ma non dovrà più svolgere un ruolo rilevante nel processo decisionale della COMCO. In secondo luogo, la COMCO necessita di un maggiore supporto tecnico da parte di cancellieri della Commissione indipendenti, affinché i suoi membri possano valutare i fatti in modo autonomo. In terzo luogo, andrebbe istituita un’istanza giudiziaria specializzata che esamini in modo approfondito le decisioni in materia di diritto dei cartelli. In quarto luogo, occorre rafforzare i diritti di difesa delle imprese interessate – ad esempio fornendo informazioni tempestive sullo stato preliminare dell’indagine e concedendo tempo sufficiente per la difesa orale.