Preparati, non sopraffatti dall’emergenza
Cadute, infarti, ictus: le emergenze in cantiere sono molto varie. Andrea Dietschi, direttrice di notfallTraining schweiz GmbH, spiega come agiscono i team ben preparati e perché bisogna sempre trovare il tempo per il primo soccorso.
Signora Dietschi, quali sono le emergenze più frequenti nei cantieri?
Sono molto varie: si può cadere, subire una frattura, rimanere incastrati, avere un’emergenza agli occhi, ma ci sono anche le allergie, le emergenze dovute al caldo, gli infarti o gli ictus, che possono verificarsi ovunque.
Che differenza c’è tra un’azienda ben preparata e una che viene sopraffatta da un’emergenza?
Le aziende ben preparate hanno un piano di emergenza: responsabilità chiare, personale formato, materiale adatto ed esercitazioni regolari. In questo modo si può agire in modo strutturato anche sotto stress. Le persone coinvolte sanno come comportarsi e svolgono il proprio compito.
Perché ha strutturato la formazione in moduli anziché proporre un corso lungo?
Per adattare la formazione alle esigenze di ogni azienda. Dopo un modulo di base comune, le aziende scelgono liberamente altri temi, a seconda delle proprie esperienze e priorità. In questo modo anche i corsi di aggiornamento rimangono vari e offrono un reale valore aggiunto anche al personale di lunga data.
Che cosa risponde a un capo muratore/trice che sostiene: «Non abbiamo tempo per questo»?
Nessuno si prende il tempo per un’emergenza, succede e basta. La questione non è se si ha tempo per una formazione, ma se si vuole essere preparati in caso di emergenza.
Con che frequenza un team dovrebbe aggiornarsi?
Consigliamo di farlo ogni due anni. Un segnale che c’è bisogno di rispolverare le proprie conoscenze? Non sapere più esattamente dove si trova la valigetta di pronto soccorso, chi è il primo soccorritore o come si esegue la posizione laterale di sicurezza. Anche un breve aggiornamento aumenta la sicurezza all’interno del team.
Che cosa auspica da parte della conduzione e dei quadri?
Che il primo soccorso non venga considerato un semplice obbligo, ma parte integrante della cultura della sicurezza. Quando i quadri partecipano e danno concretamente il buon esempio, l’effetto sugli altri è notevole.