giovedì, 29.01.2026

Ritorno all’essenziale nel diritto di ricorso

La popolazione e il settore della costruzione soffrono del crescente numero di opposizioni, che allungano i tempi delle procedure, aumentano i costi dei progetti e impediscono la realizzazione degli alloggi tanto attesi. È necessario un ripensamento.

A Zurigo viene fatto ricorso contro circa il 70% dei progetti edilizi: non a caso si dice che il «linguaggio dei ricorsi» sia la quinta lingua nazionale. Per la popolazione e il settore della costruzione si tratta di un problema fondamentale. Si impongono dei correttivi: le opposizioni dovrebbero essere riservate alle persone che fanno valere i propri interessi degni di protezione.

Questa non è una richiesta radicale, ma il ritorno a una prassi collaudata. Fino al 2011, gli opponenti potevano contestare solo le violazioni dei diritti che li riguardavano personalmente. Un vicino non poteva, ad esempio, lamentarsi di un rifacimento interno o di una facciata opposta di un edificio. Ciò non lo riguarda.

Nel 2011 il Tribunale federale ha modificato questa prassi. Da allora, un opponente può impugnare tutte le censure che in qualche modo gli sono utili, in particolare quelle che potrebbero impedire la costruzione. Anche se la violazione del diritto lamentata non lo riguarda direttamente. L’opposizione non serve più a tutelare i propri diritti, ma diventa uno strumento per impedire o ritardare i progetti di costruzione. Ciò comporta un dispendio di tempo, denaro e pazienza.

Questa modifica spiega l’elevato numero di opposizioni, le lunghe procedure e l’impossibilità di costruire che ne consegue. La politica deve tornare alla prassi antecedente, che funzionava bene. Per questo motivo ho depositato un postulato al Consiglio degli Stati affinché venga indicato come riportare il diritto di ricorso alla sua essenza.