Gestione professionale dei conflitti nella costruzione

I conflitti fanno parte della quotidianità dei cantieri. Molti progetti falliscono non per motivi tecnici, ma perché mancano gli strumenti per risolvere i conflitti. Metodi professionali e prevenzione garantiscono collaborazioni durature. 

In cantiere, i conflitti vengono spesso affrontati unicamente con la negoziazione e alle volte è come tentare di usare un martello per avvitare una vite. Indipendentemente dall’argomento, dalla pressione e dalla complessità, quasi ogni conflitto è trattato allo stesso modo, nonostante le parti non abbiano mai veramente imparato a negoziare in modo professionale. Ne risulta spesso una concessione insoddisfacente, che non è né sostenibile né equa. In questi casi, il ricorso alle vie giudiziarie è poco frequente, perché richiede molto tempo e soldi e impedisce alle parti di controllare l’esito. 

Occorrono invece molti strumenti diversi, che offrano la procedura adeguata a seconda della situazione. Nel settore della costruzione si sono dimostrati efficaci, tra l’altro, ENE (Early Neutral Evaluation) e AEE (Additional External Expert), come pure diversi modelli di conciliazione, approcci collaborativi, la mediazione o combinazioni di questi. Essi consentono percorsi strutturati, efficienti e orientati alla soluzione prima che si arrivi all’escalation. 

Tuttavia, la competenza personale di tutte le parti coinvolte è fondamentale. Cambiare l’approccio da «voglio vincere» a «cerchiamo insieme una soluzione praticabile» modifica non solo il risultato, ma anche la collaborazione. Comprendendo i meccanismi dei conflitti, l’escalation viene riconosciuta prima. Secondo Friedrich Glasl, i conflitti si sviluppano in nove fasi: dall’irrigidimento a «entrambi negli abissi». Solo durante le prime tre fasi è possibile trovare vere soluzioni win-win. 

Strumenti professionali, una maggiore resilienza ai conflitti, sistemi interni di gestione dei conflitti e accompagnamento esterno dei progetti forniscono supporto proprio in queste fasi decisive. L’associazione senza scopo di lucro ARGE Kooperatives Bauen, con la sua hotline gratuita, è a disposizione per fornire consulenza volta a evitare i conflitti. L’associazione è sostenuta anche dalla SSIC. 

La Svizzera sta andando verso una penuria di alloggi sulla scia di Basilea Città?

Nel 2025, a Basilea Città è stato costruito soltanto il 35 percento degli alloggi necessari – a livello nazionale perlomeno il 70 percento. Esistono la sburocratizzazione e la proporzione per risolvere questo problema. 

In Svizzera, la questione degli alloggi si è trasformata in una sfida urgente. Chi oggi è alla ricerca di un appartamento si trova davanti a questo problema in diversi luoghi del Paese. Secondo l’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), la situazione del mercato immobiliare non era mai stata così tesa dal 2014.  

A fine marzo, Basilea Città ha pubblicato gli ultimi numeri sul mercato immobiliare locale: nel Cantone la popolazione è cresciuta di 3000 abitanti, con un conseguente aumento della domanda di alloggi di 1600 unità. Tuttavia, la città di Basilea ne ha realizzati soltanto 600, coprendo in definitiva solo un terzo del fabbisogno. 

Questa eccedenza di domanda è un problema in diverse parti della Svizzera. Ogni anno il Paese registra un aumento di 50 000 economie domestiche, tuttavia l’offerta di soli 35 000 nuovi alloggi non è in grado di sostenere la domanda. Annualmente alla Svizzera mancano 15 000 appartamenti. 

Sin dall’introduzione della regolamentazione del diritto di locazione, a maggio 2022, il tasso di appartamenti sfitti a Basilea Città è sceso sotto l’1,0 percento. La promessa di allentare le tensioni del mercato della locazione si è ben presto rivelata un boomerang colossale. 

Il peso di un’eccessiva regolamentazione 

In metà dei casi, gli alloggi sono abitazioni già esistenti sottostanti al diritto previgente, il cui canone di locazione può essere adeguato al mercato solo limitatamente. Soltanto per le abitazioni nuove, il canone può essere liberamente stabilito. Nella situazione attuale, in cui l’offerta non riesce a stare al passo con la domanda, si generano aumenti di prezzo spropositati. 

La conseguenza è questa: locatari di lunga data decidono di restare in appartamenti troppo grandi per le loro esigenze, poiché un’abitazione nuova, più piccola, avrebbe un costo maggiormente elevato rispetto all’appartamento grande in cui vivono. 

Mediante una deregolamentazione del diritto di locazione verrebbe ampliata in un solo colpo l’offerta, generando una correzione al ribasso del livello generale dei prezzi. Chi afferma che a causare l’aumento dei canoni sono i prezzi dei terreni dimentica che il prezzo di un terreno rappresenta solo e soltanto il ricavo residuo da un calcolo di rendimento scontato. 

Queste eccessive e dannose regolamentazioni non valgono soltanto per il mercato immobiliare bensì sono applicate a tutto il settore della costruzione. Ci siamo incastrati in un garbuglio di oltre 140 000 norme edilizie, a livello federale, cantonale e comunale. Queste, anche se individualmente possono risultare utili, nel loro insieme hanno un effetto paralizzante. Ogni giorno spuntano nuovi requisiti, mentre quelli già esistenti di rado vengono messi in discussione o abrogati. 

Ci sono diversi approcci per sbrogliare questa matassa: alcuni Paesi hanno stabilito il principio «1 in, 1 out», secondo cui ad ogni nuovo articolo di legge deve corrispondere l’abolizione di un vecchio articolo (o due vecchi articoli). In questo modo il numero complessivo di regole resta stabile o viene addirittura ridotto. 

Il Canton Nidvaldo, ad esempio, in una sola volta è riuscito a far luce in questa giungla: ha deciso di abrogare la maggior parte delle proprie norme edilizie e di far valere primariamente solo le norme usuali del settore nonché alcune prescrizioni specifiche cantonali.  

Il Cantone di Zugo sperimenta in modo coraggioso e innovativo le cosiddette «zone bianche». L’esperimento prevede che, al manifestarsi di una penuria di abitazioni, vengano allentate le norme edilizie nei quartieri zona bianca, finché non siano costruiti sufficienti alloggi. Ciò consente di densificare nonché di preservare le superfici verdi. Si tratta di decisioni che non sfuggono alla volontà del popolo: un primo gruppo di abitanti interessati ha già votato e acconsentito alla creazione delle zone bianche.

Costruzioni giuste al posto giusto 

La legge sulla pianificazione del territorio, 13 anni fa, aveva posto le basi giuste. Non dobbiamo semplicemente costruire il maggior numero possibile di edifici, secondo questa legge, ma dobbiamo realizzare le costruzioni giuste al posto giusto. La Svizzera non può e non deve crescere spropositatamente in ampiezza, distruggendo altri spazi verdi. Siamo chiamati a utilizzare il suolo con misura. 

Senza una densificazione ragionata e proporzionata, non può esistere alcun ulteriore sviluppo in termini di pianificazione del territorio. Misure, come ampliamenti, nuove costruzioni sostitutive e ridestinazioni, celano un enorme potenziale, che tuttavia al momento è ancora troppo poco sfruttato. Sarebbe possibile realizzare ulteriori alloggi vivibili, in particolare nei comprensori insediativi già esistenti. E invece la densificazione procede a rilento, bandita da chi proclama: «non nel mio giardino!» 

Uno dei motivi principali di questa lentezza è dovuto a opposizioni e ricorsi strumentalizzati. Il tempo, nel settore della costruzione, è un fattore di costo determinante. Quanto più a lungo un progetto resta bloccato, tanto più elevati saranno i costi di finanziamento, gli oneri di pianificazione e i rischi, che finiranno per ricadere nel canone di locazione. Chi allunga i tempi dei processi rende più costosa la costruzione e, con ciò, lo spazio abitativo. 

Pretesti dei non direttamente interessati 

È fuori dubbio che le opposizioni mosse da abitanti direttamente interessati siano legittime. Tuttavia, le opposizioni oggi sono prevalentemente mosse per tutelare interessi particolari, non intesi così dal legislatore. Inoltre, la cerchia di aventi il diritto a presentare opposizione è molto ampia. Non è necessario infatti essere abitanti direttamente interessati, per poter inoltrare un’opposizione.  

Al Parlamento federale si stanno trattando numerosi interventi politici, mirati a definire chiaramente quali debbano essere gli interessi degni di tutela per il diritto di opposizione. Allo stesso modo gli sforzi sono volti a limitare la cerchia delle persone aventi diritto. Le domande di opposizione abusive devono comportare conseguenze sul piano dei costi e il risarcimento del danno. 

Due possibilità di azione sono abbastanza 

In alcuni Cantoni, i ricorrenti hanno la possibilità di intraprendere un’azione giudiziaria in tre gradi di giudizio. Per ogni istanza il procedimento giudiziario dura da uno a due anni. In questo modo un progetto di costruzione può subire dei rallentamenti pari a sei o più anni. La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori raccomanda pertanto ai Parlamenti cantonali di ammettere solo due gradi in giudizio.  

Le regolamentazioni, le opposizioni, i ricorsi, ma anche la conservazione dei monumenti, sono strumenti pensati per proteggere diritti legittimi. Ma d’altro canto è anche questione di misura. La tutela dei monumenti è importante, perché contribuisce a salvaguardare la nostra eredità architettonica, nessuno lo sa meglio di Basilea, città storica per antonomasia. 

Tuttavia è un’esagerazione iscrivere un numero elevato di zone urbane nell’inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale (Isos) (ad es. Zurigo ne ha iscritte il 75 percento); una conservazione esagerata dei monumenti rende impossibile una densificazione ragionata. La SSIC invita pertanto i Cantoni a verificare i propri inventari e a fare una selezione proporzionata. 

Facilitare anziché impedire 

Se si tutela il preesistente lasciandolo sempre immutato, non potrà nascere niente di nuovo. Per superare questa sfida abbiamo le conoscenze e le esperienze necessarie, tuttavia serve un chiaro cambio di rotta. Allontaniamoci dai blocchi e andiamo verso la facilitazione. Prendiamo le distanze da una regolamentazione spropositata e scegliamo fiducia e responsabilità. Chi vuole più abitazioni deve facilitare il cambiamento.

Concorrenza leale: come migliorare le autorità

Il sistema del diritto sui cartelli è oggi in parte iniquo e troppo complicato. Le stesse autorità che conducono le indagini influenzano le decisioni e non vengono poi controllate adeguatamente. La riforma mira a modificare questa situazione tramite ruoli ben definiti, più equità e procedure migliori per tutti. 

Nell’ambito dei procedimenti in materia di concorrenza, la Segreteria dovrebbe indagare e la Commissione della concorrenza dovrebbe emettere decisioni indipendenti. Istanze giurisdizionali superiori dovrebbero poter rivedere le decisioni errate. Il sistema si confronta, però, con diversi problemi. 

La Segreteria indaga, raccoglie prove e, al contempo, esercita una grande influenza sulle decisioni. Essa, infatti, ha molte più risorse e decine di dipendenti a tempo pieno. La Commissione, invece, è composta da circa una dozzina di membri con una carica di milizia. La documentazione probatoria ha tra 2000 e 3000 pagine per procedimento: nessuna commissione di milizia ha il tempo di approfondirla. È evidente che la Commissione dipende molto dal lavoro preparatorio della Segreteria. A ciò si aggiunge che i tribunali verificano le decisioni lentamente e, in parte, non in modo sufficientemente approfondito. Per le imprese interessate ciò significa andare incontro a procedure lunghe, costi elevati e poche reali possibilità di difendersi. 

Chiara separazione dei compiti 

L’avvio della riforma delle autorità della concorrenza è previsto per l’estate. Il Consiglio federale sottoporrà la sua proposta al Parlamento. Nell’ambito della consultazione, la SSIC aveva espresso il proprio parere come segue. 

La riforma mira a introdurre un sistema simile a quello di un normale procedimento giudiziario. Deve esserci una netta separazione tra la Segreteria – l’accusa – e la Commissione – l’istanza decisionale. La Segreteria non sarebbe praticamente più dipendente dalle direttive della Commissione. Al contrario di oggi, i dipendenti della Segreteria non dovrebbero più essere presenti, ad es. per domande o prendere posizione, quando la Commissione si ritira per deliberare e i membri discutono per emettere la sentenza. 

Cancellieri della Commissione garantiscono l’indipendenza 

Di contro, la Commissione otterrebbe maggiori risorse e diritti. Dovrebbe disporre di più tempo e di un supporto migliore per avere un quadro completo della situazione. I cancellieri della Commissione condurrebbero essi stessi delle indagini e redigerebbero una sintesi neutrale della documentazione probatoria all’attenzione della Commissione. Gli stessi giudici della Commissione avrebbero per la prima volta il diritto di porre direttamente domande agli imputati. 

Partner della Giornata della costruzione

Veduta aerea del Campus Sursee, sede della Giornata dell’edilizia 2026

Il 26 giugno 2026, in occasione della Giornata della costruzione, al Campus Sursee si riuniranno dirigenti e decisori provenienti da ambiti ben oltre il settore edile. Ecco i nostri partner.

HGC: Materiale di sbarramento a noleggio: efficienza, sicurezza e flessibilità 

Mancanza di tempo e spazio ed elevati requisiti di sicurezza sono la norma nei cantieri. Immagazzinare e trasportare il materiale di sbarramento significa immobilizzare inutilmente risorse. Con il servizio noleggio, HGC offre una soluzione economica e pratica per la messa in sicurezza dei cantieri. 

Sicurezza là dove serve 
Che siano scavi, chilometri di condutture o pozzetti aperti, il materiale deve essere robusto e conforme alle norme. La piattaforma di noleggio HGC offre un’ampia gamma di prodotti:  

  • Recinzioni mobili e pannelli di protezione dalla vista per terreni irregolari 
  • Transenne e sistemi per gestire in sicurezza flussi di pedoni e traffico 
  • Porte e cancelli per impedire accessi non autorizzati, anche con sistemi di controllo accessi e allarme. 

Consegna diretta in loco 
Soprattutto nel genio civile, il cantiere si sposta spesso. Non c’è tempo per lunghi trasporti dal proprio deposito. HGC consegna il materiale di sbarramento direttamente in loco, in tutta la Svizzera, nei centri urbani o in progetti infrastrutturali in montagna. 

Costi equi & massima trasparenza 
Pagate solo l’effettiva durata del noleggio. Questo garantisce flessibilità in caso di ritardi, non grava sul budget e consente una chiara verifica dei costi senza spese fisse nascoste. 

Scoprite subito materiali e attrezzature a noleggio sulla piattaforma HGC

Liebherr: partner per soluzioni di macchinari edili lungo l’intero processo di costruzione.

Liebherr-Baumaschinen AG è il partner svizzero per soluzioni nel settore delle macchine edili lungo l’intero processo di costruzione. Come rappresentante del Gruppo Liebherr, offre un ampio portafoglio negli ambiti movimento terra, movimentazione dei materiali, fondazioni speciali, gru a torre, tecnica per calcestruzzo, autogrù e gru cingolate, e accumulatori di energia mobili. 
 
Con sedi a Reiden e Daillens e una flotta a noleggio di oltre 600 macchine, Liebherr sostiene le imprese nella realizzazione dei propri progetti con flessibilità e orientamento pratico. Le macchine nuove, a noleggio e usate vengono preparate, manutenute e riparate. 
 
L’obiettivo sono partnership durature. Una rete di assistenza capillare in Svizzera e nel Liechtenstein, oltre a tecnici esperti, garantiscono un’elevata disponibilità e un’assistenza affidabile in loco. 

Contemporaneamente Liebherr promuove il cantiere interconnesso con soluzioni digitali, sistemi di assistenza e tecnologie innovative per più efficienza, sicurezza e sostenibilità. Scopri di più (in tedesco).

KGM : I Veilcoli ideali per il settore della construzione

In cantiere, affidabilità, robustezza ed economicità sono fondamentali. Sono queste le proprietà che contraddistinguono i modelli della coreana KGM: MUSSO, REXTON e MUSSO EV. Essi sono stati sviluppati per essere impiegati in lavori impegnativi e offrono le caratteristiche di cui artigiani e imprese di costruzione hanno bisogno ogni giorno. 

Il KGM MUSSO, dotato di un potente motore turbodiesel, è l’alleato classico per il lavoro quotidiano pesante. Con una capacità di traino fino a 3,5 tonnellate, un elevato carico utile e la trazione integrale inseribile con marce ridotte affronta con la stessa disinvoltura sia i trasporti su strada che gli impieghi sullo sterrato. La struttura robusta, la cabina doppia di serie e l’ampio piano di carico lo rendono il veicolo ideale per le imprese di costruzione e artigianali. 

KGM REXTON è la soluzione perfetta per chi cerca il massimo comfort e la massima forza di traino. Il potente SUV combina una capacità di traino fino a 3,5 tonnellate con un abitacolo di alta qualità, dotazioni di sicurezza all’avanguardia ed eccellenti caratteristiche fuoristrada. Il REXTON è quindi il veicolo ideale sia per l’uso aziendale di tutti i giorni che per lunghi viaggi con rimorchio o materiale pesante. 

Con il nuovo KGM MUSSO EV si entra in una nuova era del settore dei veicoli commerciali. Il pick-up, al 100% elettrico, combina una guida a emissioni zero con una reale funzionalità pratica. La sua capacità di traino fino a 2,3 tonnellate, un carico utile fino a 730 chilogrammi e un’autonomia fino a 379 chilometri, lo rendono un’alternativa interessante per le imprese che si sono poste obiettivi di sostenibilità e per gli impieghi in contesti urbani. 

Che si tratti di motori diesel o elettrici, KGM offre al settore della costruzione i veicoli adatti per ogni sfida. Robusti, potenti e pronti per ogni impiego: KGM è MADE FOR MORE – e lo è dal 1954. Scopri di più.

ImmoMedia: Al passo col comparto immobiliare di domani 

immoMedia GmbH è un’azienda svizzera attiva nei media e nel networking, specializzata nei settori immobiliare, della costruzione, dello sviluppo territoriale e delle regioni economiche. Con la rivista immo!nvest, la piattaforma immo-invest.ch, la immoNewsletter, immoTable, immoTermine.ch e immobilienjobs.ch, immoMedia coniuga informazione, visibilità e networking per il comparto immobiliare svizzero. 

immo!nvest è la rivista svizzera dedicata ai territori e agli immobili. Presenta progetti, sviluppi di aree e prospettive economiche regionali, mostrando i temi che caratterizzano i mercati. A complemento, immo-invest.ch offre notizie, articoli specialistici e informazioni di mercato per professionisti, investitori, sviluppatori, proprietari immobiliari ed enti di promozione territoriale. La immoNewsletter raggiunge ogni settimana circa 50’000 abbonati. 

Con immoTable, immoMedia crea occasioni d’incontro per figure chiave dei settori immobiliare, della costruzione, della politica, dell’amministrazione e della finanza. In regioni economiche selezionate si discutono progetti, strategie e sfide con l’obiettivo di favorire lo scambio di conoscenze, contatti e opportunità di sviluppo. 

Come partner mediatico della SSIC, immoMedia apporta al settore della costruzione svizzero prospettive immobiliari, una profonda conoscenza dei mercati regionali e una solida rete di contatti.

Dalla cabina di pilotaggio al palco

Cosa possono imparare le imprese di costruzioni dal mondo dell’aviazione? L’ex pilota di linea Philip Keil interverrà alla Giornata della costruzione della SSIC e parlerà di conduzione e processi decisionali, lavoro di squadra e comunicazione. 

Scadenze pressanti, carenza di personale qualificato e complesse interazioni tra committenti, progettisti e imprese richiedono la massima concentrazione da parte di tutti gli attori coinvolti. Come si affronta il tutto? A offrire risposte concrete è Philip Keil, che interverrà come relatore alla Giornata della costruzione. 44enne ed ex pilota professionista è tra gli esperti più richiesti. Nei suoi interventi racconta le esperienze maturate nella cabina di pilotaggio mettendole in relazione con una moderna cultura dirigenziale, partendo dal lavoro di squadra e dalla capacità decisionale, fino ad arrivare alla gestione degli errori e del cambiamento. Nelle sue presentazioni Philip Keil fornisce a dirigenti e organizzazioni di ogni settore spunti di riflessione su come mantenere la capacità di agire anche sotto pressione.  

Catastrofe evitata 

A 22 anni, nel 2003, Keil diventa uno dei più giovani piloti di linea della Germania. Nei due decenni successivi colleziona oltre 9000 ore di volo nel cockpit, effettuando migliaia di decolli e atterraggi sui quattro continenti. Un episodio particolarmente intenso si verifica nel 2009, quando durante un volo di routine gestisce un’emergenza con 190 passeggeri a bordo. Keil attribuisce il merito di aver evitato una catastrofe quel giorno al Crew Resource Management, un insieme di strumenti che consente ai piloti di agire in modo sicuro e orientato all’obiettivo in ogni situazione. Dal 2014 Philip Keil, oggi relatore molto richiesto, applica queste strategie al quotidiano lavorativo di dirigenti e collaboratori. 

Prendere le decisioni giuste 

Le sue presentazioni ruotano intorno a una domanda chiave: come fanno le persone a prendere le decisioni giuste in situazioni complesse? Forte della sua lunga esperienza come pilota sa che nella cabina di pilotaggio si deve agire in modo rapido e preciso se insorgono problemi a bordo. Una delle sue affermazioni chiave: a provocare un disastro non è una decisione sbagliata, ma la mancanza di una decisione Cultura dirigenziale significa quindi mettere in primo piano responsabilità, fiducia e comunicazione chiara. Per Keil, una leadership efficace non vuol dire solo avere competenze tecniche, ma soprattutto saper coinvolgere le persone e orientarle verso obiettivi comuni. I suoi interventi sul palco sono un mix di esperienze personali, racconti avvincenti tratti dal mondo dell’aviazione e spunti concreti di management: Philip Keil riesce a rendere temi complessi accessibili al pubblico con un taglio vivace e pratico.  

 «Prendere le decisioni giuste in situazioni complesse.»

Costruire insieme – vincere insieme 

«Ripensare i progetti di costruzione: insieme verso il successo»

La pratica edilizia è sotto pressione: progetti sempre più complessi, esigenze crescenti e margini di manovra ridotti. Le alleanze di progetto possono offrire una risposta condivisa a queste sfide. 

Qui entra in gioco l’associazione pro-allianz.ch con l’obiettivo di promuovere nel settore della costruzione svizzero il modello organizzativo cooperativo dell’alleanza di progetto secondo il quaderno tecnico SIA 2065. Il fulcro è la creazione di una piattaforma di incontro e dialogo: committenti, progettisti e imprese entrano in contatto, condividono esperienze e discutono questioni concrete tratte dalla pratica. L’associazione accompagna il settore nell’introduzione della nuova forma di collaborazione, con il successo del progetto come obiettivo condiviso. 

Per gli/le impresari/e costruttori/trici l’alleanza di progetto offre grandi opportunità: il loro know-how confluisce sin dall’inizio nella progettazione, si sviluppano soluzioni insieme e i rischi sono ripartiti in modo equo. Cambiano così ruolo, influenza e margini d’azione: dalla semplice esecuzione si passa a una compartecipazione attiva. La pianificazione diventa inoltre più agevole e si può contribuire direttamente a nuove soluzioni, qualità ed efficienza. 

L’approccio cooperativo dell’alleanza di progetto contribuisce ad accrescere l’attrattiva del settore. Se collaborazione, responsabilità e competenze specialistiche hanno un ruolo più centrale, le professioni dell’edilizia diventano più varie e interessanti per il personale qualificato. 

pro-allianz.ch vuole promuovere il cambiamento insieme al settore, attraverso il dialogo e un approccio pratico e graduale. Agli/alle impresari/e costruttori/trici conviene quindi partecipare attivamente, apportando la propria esperienza fin dall’inizio. 

L’«associazione pro-allianz.ch per la promozione di alleanze di progetto in Svizzera» sostiene il nuovo modello organizzativo dell’alleanza di progetto secondo il quaderno tecnico SIA 2065. È stata fondata dalle associazioni promotrici Società svizzera degli ingegneri e degli architetti (SIA), Unione Svizzera degli Studi Consulenti d’Ingegneria suisse.ing e Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (SSIC). L’obiettivo è far conoscere e promuovere nel settore della costruzione in Svizzera il modello organizzativo cooperativo dell’alleanza di progetto. 

Per condizioni eque nei lavori in sotterraneo

Dominique Brandenberger e il team PK-UT per condizioni di lavoro eque nei lavori in sotterraneo

Il lavoro della CP-LS inizia dove i più non guardano: nelle profondità terrestri. Dominique Brandenberger e il suo team vigilano sulle condizioni di lavoro e sul rispetto delle norme. 

Quello dei lavori in sotterraneo è uno dei settori più complessi dell’edilizia. Modelli di lavoro diversi, strutture contrattuali articolate e un ambiente difficoltoso impongono regole chiare. In un contesto simile, è importante applicare correttamente gli standard unitari del Contratto nazionale mantello (CNM). L’applicazione, intesa come implementazione, esecuzione e controllo, è responsabilità della Commissione professionale paritetica per i lavori in sotterraneo (CP-LS), organo poco noto al pubblico anche perché lavora dove i più non guardano: in gallerie, cunicoli e caverne. «È vero, molte persone non sanno nemmeno che esistiamo», commenta Dominique Brandenberger, direttrice della CP-LS da cinque anni, «ma il nostro lavoro fa sì che l’equità non sia negoziabile nei lavori sotterranei.»  

Salari e orari di lavoro 

La Commissione ha un’organizzazione paritetica, il che significa che allo stesso tavolo siedono alla pari tre lavoratori e tre datori di lavoro. Tra i compiti principali della CP-LS rientra quello di garantire il rispetto delle disposizioni del CNM, e in particolare della Convenzione per i lavori in sotterraneo dell’Appendice 10, che regola ad es. salari, orari di lavoro e spese. A partire dai rapporti di cantiere. Brandenberger e il suo team di tre persone si impegnano per garantire condizioni di lavoro eque a tutte le imprese di lavori sotterranei in tutta la Svizzera e, se così non fosse, forniscono consulenza e intervengono con misure correttive. L’obbligatorietà del CNM vincola in questo senso non solo le imprese aderenti alla Società Svizzera degli Impresari-Costruttori e quelle estere che effettuano lavori sotterranei ma anche le imprese subappaltatrici e di lavoro temporaneo coinvolte. 

Una collaborazione apprezzata 

Il team della CP-LS controlla circa 40 cantieri l’anno in loco (più 70 a livello amministrativo in ufficio), visitandoli dietro preavviso. «Quando visitiamo un cantiere guardiamo tutto», spiega Brandenberger, «registrazioni delle ore, conteggi salariali, orari di impiego, contratti di lavoro per il personale distaccato e molto altro ancora.» Cosa accade se si riscontrano irregolarità, come registrazioni degli orari di lavoro sistematicamente errate? «La Commissione interviene comminando pagamenti integrativi o sanzioni. Ma in genere i controlli procedono senza problemi e sono apprezzati.» Se qualcosa non è chiaro, si cerca una soluzione condivisa con tutti i soggetti coinvolti, uno degli aspetti che Dominique Brandenberger ama di più del suo lavoro: vedere parti con interessi opposti come datori di lavoro e lavoratori collaborare e trovare infine soluzioni costruttive. 

Nuove regole 

Il 2026 è un anno di svolta per la CP-LS, perché con la nuova Convenzione per i lavori in sotterraneo addizionale al CNM, l’Appendice 10, sono state sostanzialmente ammodernate e rese più interessanti le condizioni di lavoro nel settore. Gli attuali supplementi aumenteranno gradualmente nei prossimi quattro anni. Le novità riguardano ad esempio l’estensione dei supplementi al personale addetto del settore (officina, logistica), l’introduzione di un’indennità di turno e il miglioramento degli standard per la sistemazione in camera singola dal 2028. Brandenberger: «Le nuove regole costituiscono una base moderna ed economicamente sostenibile per creare condizioni quadro interessanti per il personale e rafforzano al contempo la posizione delle imprese svizzere che operano in sotterraneo.» L’attuazione progressiva nei prossimi quattro anni consentirà al settore di acquisire e fidelizzare a lungo anche in futuro manodopera qualificata, grazie a una retribuzione equa e condizioni quadro moderne. 

L’Assemblea dei delegati degli Impresari-Costruttori nomina Christian Wasserfallen quale successore del presidente centrale Gian-Luca Lardi

La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori sta preparando la successione alla sua presidenza centrale: dopo dodici anni, il presidente centrale in carica Gian-Luca Lardi raggiungerà alla fine dell’anno il limite statutario del mandato. All’odierna Assemblea a Olten, i delegati della SSIC hanno deciso di proporre Christian Wasserfallen quale successore. L’elezione definitiva avrà luogo durante l’Assemblea generale della SSIC, che si terrà il 26 giugno 2026.

Oltre al consigliere nazionale Christian Wasserfallen, si sono candidati alla carica anche Martin Keller, responsabile Real Estate Switzerland presso Sika, e Manfred Schmid, impresario costruttore vallesano. I delegati hanno deciso di proporre Wasserfallen all’Assemblea generale come candidato ufficiale. 

Christian Wasserfallen, originario di Berna, ha 44 anni ed è ingegnere meccanico SUP. Egli ricopre le cariche di presidente di Infra Suisse, membro del Comitato centrale della SSIC, presidente del Consiglio di amministrazione della Walo Bertschinger AG Berna ed è attivo in ambito politico per il PLR in Consiglio nazionale.   

In vista del suo possibile mandato futuro, Christian Wasserfallen mette l’accento sull’importanza del settore principale della costruzione per la Svizzera: «Il contributo del settore principale della costruzione alla stabilità economica e allo sviluppo del nostro Paese è fondamentale. La Svizzera necessita di sufficiente spazio per vivere, di infrastrutture performanti e di condizioni quadro eque affinché i progetti di costruzione possano essere realizzati in modo efficiente. Allo stesso tempo dobbiamo investire in modo mirato nella formazione di manodopera e strutturare la trasformazione digitale in modo tale da garantire un reale aumento della produttività, in particolare per le nostre PMI.» 

L’elezione di Christian Wasserfallen è soggetta all’approvazione dell’Assemblea generale della Società Svizzera degli Impresari-Costruttori che si terrà il 26 giugno 2026. Gian-Luca Lardi, originario di Poschiavo, presiede la Società Svizzera degli Impresari-Costruttori dal 2015 e lascerà la carica alla fine del 2026. 

L’esperta con una visione del tutto nuova dell’economia  

Bianca Weber-Lewerenz, esperta di IA nel settore edilizio, promuove digitalizzazione e sostenibilità

Parla la lingua dei costruttori e quella dei data scientist. In qualità di esperta AI per il settore della costruzione, Bianca Weber-Lewerenz spiega come la digitalizzazione può mitigare la carenza di manodopera qualificata e permettere di realizzare gli obiettivi di sostenibilità.

Bianca Weber-Lewerenz li conosce entrambi, il mondo dei cantieri e quello logico degli algoritmi. Da ragazza, con in mano ancora un permesso speciale per seguire la formazione di muratrice, parte da zero in questo settore. Oggi, lavora in proprio come ingegnera civile ed è una nota esperta di digitalizzazione e AI, molto richiesta nel settore della costruzione. La professionista rientra in quella categoria di esperti che non si limitano a progettare la tecnologia ma che la ripensano. Secondo Weber-Lewerenz, la digitalizzazione è molto più di una semplice tecnologia fine a se stessa, è una boccata d’ossigeno per il settore della costruzione. 

Ben presto si risveglia in lei uno spiccato interesse per le operazioni digitalizzate e l’automatizzazione,  quindi inizia a chiedersi come rendere più efficienti i progetti di costruzione complessi. Se in molti ambiti la digitalizzazione aveva appena preso piede, Bianca Weber-Lewerenz già da tempo si occupava di modelli decisionali basati su set di dati e dell’impiego dell’AI per ottimizzare i processi di costruzione. Bianca Weber-Lewerenz spiega che: «La tecnologia deve risolvere i problemi, non crearne di nuovi». È convinta che la costruzione si trovi davanti a un cambiamento strutturale epocale: la carenza di manodopera qualificata, i requisiti sempre più elevati in fatto di sostenibilità e la pressione dei costi costringono a cercare nuove soluzioni. In questo momento di svolta, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale sono fattori competitivi determinanti per il settore. 

Fiducia nelle tecnologie digitali 

Bianca Weber-Lewerenz, nel suo libro Wertakzente im Bauwesen 4.0 [disponibile in tedesco e inglese], mette in luce i cambiamenti drastici che l’esponenziale progresso tecnologico dell’AI comporta e come questi interessano l’uomo, la società e l’ambiente. Il settore della costruzione, locomotiva della nostra economia, è prioritariamente chiamato a definire una strategia per la realizzazione degli obiettivi di sostenibilità. Il suo successo, secondo l’autrice, dipenderà dalla capacità di riconoscere e sfruttare pienamente il potenziale di questo fenomeno nonché di definirne i rischi e valutarne le conseguenze. Weber-Lewerenz è convinta che le tecnologie debbano essere sviluppate e impiegate con audacia e buon senso. A questo proposito, scrive nel libro: «La digitalizzazione e l’AI devono rendere il lavoro dell’uomo più sicuro ed efficiente ma anche avere un ruolo di supporto. Solo quando verranno riconosciuti i vantaggi e le opportunità, l’uomo potrà veramente fidarsi di queste tecnologie». 

Tre candidati alla presidenza della SSIC

Durante l’Assemblea generale della SSIC di quest’anno verrà eletto il nuovo presidente centrale. Sono tre i candidati che si contenderanno la carica di presidente, attualmente ricoperta da Gian-Luca Lardi, che lascerà alla fine dell’anno dopo essere stato al vertice della SSIC dal 2015. La SSIC ha posto ai tre candidati – Martin Keller, Christian Wasserfallen e Manfred Schmid – tre domande sulle principali sfide del settore della costruzione.

Martin Keller

Quali sono, secondo lei, le tre sfide principali del settore?

A mio avviso, le tre sfide principali sono la carenza di manodopera qualificata, i ritardi nei lavori e le disparità all’interno del settore della costruzione.

Come intende affrontarle? Quali soluzioni vede?

Garantire le nuove leve: è sempre più difficile per i nostri membri suscitare l’interesse delle e dei giovani per le nostre straordinarie professioni. Dobbiamo rafforzare ulteriormente la formazione di base e continua nel settore dell’edilizia principale e promuovere la riqualificazione. Inoltre, le condizioni di lavoro devono evolvere. Il personale è il capitale delle nostre aziende e vuole sentirsi valorizzato.

Procedure di autorizzazione più rapide: sempre più spesso, i ricorsi e la burocrazia causano ritardi nei progetti di costruzione. È fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza riguardo all’efficienza delle procedure di autorizzazione e impegnarsi attivamente a favore di modifiche legislative che accelerino i processi di pianificazione e autorizzazione, a tutti i livelli politici.

Parità di condizioni: l’equità consiste nel garantire che tutti coloro che offrono i propri servizi nel settore abbiano le stesse condizioni. Occorre combattere il dumping salariale, il lavoro illegale e gli abusi nelle procedure fallimentari. A tal fine è necessario informare in modo esauriente e le conseguenze devono essere note.

Cosa ritiene particolarmente importante nel lavoro associativo?

Meglio un approccio bottom-up che top-down: la Svizzera è uno stato federale, e lo stesso approccio deve valere anche per la SSIC. Le decisioni non dovrebbero essere calate dall’alto. Infatti, chi lavora alla base conosce meglio di chiunque altro le esigenze del settore.

2. Un’immagine più solida: il settore contribuisce in modo significativo alla stabilità economica della Svizzera, ed è anche fondamentale per le infrastrutture sociali e la creazione di valore aggiunto a livello regionale. Possiamo essere orgogliosi dei nostri risultati e dobbiamo promuovere la nostra immagine, così da ottenere il riconoscimento che meritiamo. 3. Dialogo anziché scontro: il partenariato sociale funziona solo se si instaura un dialogo stabile, basato sull’obiettività, sul rispetto reciproco e, soprattutto, sulla lungimiranza. Un dialogo regolare contribuirà a chiarire eventuali malintesi e a trovare soluzioni comuni.

Christian Wasserfallen

Quali sono, secondo lei, le tre sfide principali del settore?

Rendere possibili progetti di costruzione a prezzi equi: la realizzazione di sufficienti alloggi e infrastrutture procede a rilento. Diversi ricorsi e condizioni quadro impediscono investimenti mirati. Infrastrutture efficienti sono indispensabili per il futuro. Garantire e formare un numero sufficiente di lavoratori e lavoratrici qualificati. La trasformazione digitale è un’opportunità: non si tratta solo della digitalizzazione in sé, ma di un reale guadagno in termini di produttività e di qualità nel settore, anziché di ulteriori oneri senza alcun beneficio.

Come intende affrontarle? Quali soluzioni vede?

Nella pianificazione del territorio è necessario aumentare le possibilità di azzonare. La tutela dei monumenti (parola chiave ISOS) deve essere ridotta alla sua funzione essenziale e occorre eliminare i ricorsi abusivi. L’efficacia del nuovo CNM deve essere costantemente verificata. I progetti infrastrutturali previsti nel progetto «Trasporti ’45» devono essere realizzati rapidamente in tutte le regioni. Nell’assegnazione dell’appalto si dovranno considerare i progetti con l’offerta più vantaggiosa e non con il prezzo più basso.

Nel settore del personale qualificato abbiamo bisogno di un marketing efficace, come la piattaforma professioni-costruzione.ch, del coinvolgimento di genitori e insegnanti, e di profili professionali moderni e accattivanti in grado di attrarre chi proviene da altri settori.

Strumenti innovativi come il BIM sono efficaci solo se vengono applicate regole chiare per tutte le parti coinvolte: dai committenti ai progettisti, agli ingegneri e agli impresari. Valuto le soluzioni in base alla loro idoneità per le PMI.

Cosa ritiene particolarmente importante nel lavoro associativo?

L’unità in tutte le regioni è fondamentale. La SSIC offre un valore aggiunto ai propri membri e si pone come autorevole opinion leader, grazie a una solida rete di contatti a livello federale con le associazioni mantello, il Parlamento e l’amministrazione. La mia esperienza come presidente di Infra Suisse e la mia approfondita conoscenza del settore e dei dossier costituiscono una solida base in tal senso. Comprendo i meccanismi della Confederazione e intendo sfruttarli a nostro vantaggio sulla base di posizioni fondate.

Manfred Schmid

Quali sono, secondo lei, le tre sfide principali del settore?

La coesione all’interno dell’associazione è una delle sfide più grandi. La Svizzera è un paese federale, ogni regione ha le proprie esigenze: la SSIC deve presentarsi unita. Le condizioni quadro e la crescente regolamentazione mettono sotto pressione il settore. «Emissioni nette pari a zero entro il 2050» richiede ingenti investimenti, soprattutto per le PMI, e i vincoli ne rendono difficile l’attuazione. Un’altra sfida è la formazione. Il Masterplan 2030 indica la direzione da seguire, ma la ricerca di apprendisti rimane impegnativa.

Come intende affrontarle? Quali soluzioni vede?

La coesione può essere rafforzata se le regioni vengono prese sul serio e coinvolte. Sono originario di un Cantone bilingue e conosco bene le sensibilità delle regioni linguistiche. Mi considero un mediatore. Voglio esserci e assumermi le mie responsabilità a Zurigo.

Possiamo influire sulle condizioni quadro solo se ci impegniamo politicamente. La SUVA ne è un esempio: i nostri rappresentanti nel Consiglio della SUVA devono assumere un atteggiamento critico. Con un indice di solvibilità del 190%, ben al di sopra del minimo previsto dalla legge, ci si chiede se il settore stia pagando troppo. È necessario verificare i rimborsi e gli adeguamenti.

La formazione rimane un elemento centrale. Sono stati stanziati 1,6 milioni di franchi, i centri di formazione svolgono un ottimo lavoro e devono essere potenziati affinché la formazione rimanga moderna e orientata alla pratica.

Cosa ritiene particolarmente importante nel lavoro associativo?

La trasparenza nei confronti delle Sezioni e dei membri è fondamentale. I delegati devono ricevere la documentazione completa per tempo per poter discutere degli argomenti complessi. Come presidente vorrei andare sul campo per apprendere direttamente le problematiche. Essendo libero da vincoli, posso agire in modo indipendente. La SSIC deve presentarsi chiaramente come un’associazione di impresari. Con oltre 20miliardi di fatturato e 90 000 dipendenti, siamo fondamentali per il sistema e dobbiamo agire con consapevolezza. Le conversazioni durante il mio tour hanno dimostrato quanto sia attiva la nostra associazione e mi incoraggiano ad accettare questo incarico.

Con meno regole si favorisce l’edilizia abitativa

L’edilizia abitativa in Svizzera è in stallo. A due anni dall’entrata in vigore del piano d’azione della Confederazione per la costruzione di alloggi, il numero di abitazioni sfitte continua a diminuire in diverse città e agglomerati urbani. Nonostante la domanda elevata e un netto aumento delle richieste di autorizzazione edilizia, si realizzano troppi pochi nuovi alloggi.

Tra le principali cause di questa tendenza vi sono, da un lato, il costante aumento della densità normativa nel diritto della pianificazione e della costruzione: si tratta di oltre 140 000 prescrizioni che generano annualmente costi inutili pari a 1,7 miliardi di franchi. Dall’altro lato, il numero sempre crescente di opposizioni contro i progetti di costruzione e le procedure di autorizzazione troppo lunghe, in cui i termini previsti vengono ripetutamente interrotti.

La legge sulla pianificazione del territorio (LPT 1) impedisce giustamente la dispersione urbana. La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (SSIC) sostiene questo obiettivo. Ma si sono sottovalutati gli effetti sulla carenza di alloggi. Con la LPT 1 ci siamo di fatto imposti una scarsità artificiale di zone edificabili, riproponendoci di sfruttare e valorizzare in modo più coerente le superfici insediative esistenti. Se non riusciamo ad attuare lo sviluppo centripeto richiesto e, contemporaneamente, le code per visitare gli appartamenti continuano ad allungarsi e il tasso di abitazioni sfitte a ridursi, è la stessa LPT 1 a essere messa in dubbio. Per evitarlo è necessario agire in modo coerente.

«Con la legge sulla pianificazione del territorio ci siamo imposti una scarsità artificiale di zone edificabili.»

Da un sondaggio tra esperti commissionato dall’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) è emerso che le opposizioni e i ricorsi rappresentano gli ostacoli maggiori alla costruzione di abitazioni. A Zurigo, ad esempio, viene presentata opposizione contro il 70% delle domande di costruzione. In base a una decisione del Tribunale federale del 2011, nel settore edilizio esiste oggi di fatto un diritto di opposizione popolare: quasi chiunque può presentare opposizione, anche senza essere direttamente interessato o interessata, e motivarla con argomenti privi di rilevanza sostanziale. Entrambi gli aspetti vanno corretti.

Deve ancora essere possibile presentare opposizioni legittime, ma solo da parte di persone direttamente interessate che possano far valere interessi effettivamente degni di essere tutelati. Contro le opposizioni abusive potrebbero risultare efficaci una partecipazione ai costi e un obbligo di risarcimento danni. Entrambe le richieste sono già oggetto di specifici interventi parlamentari e vengono sostenute dalla SSIC. In diversi cantoni esistono già regolamenti che prevedono la riscossione di tasse e/o il risarcimento dei danni in caso di opposizioni abusive. La SSIC sarebbe favorevole all’introduzione di simili soluzioni anche negli altri cantoni e alla loro applicazione sistematica.

A ciò si aggiunge che diverse normative edilizie cantonali sono ancora orientate alla costruzione nelle zone verdi e finiscono così per ostacolare involontariamente la densificazione. Le prescrizioni sulle distanze, le norme sulla proiezione d’ombra o il cosiddetto supplemento di lunghezza degli edifici rendono i progetti nei centri urbani molto più difficili. Ora però si delineano sforzi promettenti per un cambio di rotta. Il Cantone di Zurigo propone una revisione della propria legge sulla pianificazione e sull’edilizia. L’obiettivo è rendere più flessibili le licenze edilizie, eliminare i paragrafi obsoleti e semplificare le procedure, prevedendo, ad esempio, che i progetti di costruzione minori debbano essere soltanto notificati alle autorità e non più sottoposti ad autorizzazione.

«A Zurigo viene presentata opposizione contro il 70% delle domande di costruzione.»

Nel Cantone di Zugo diversi comuni hanno istituito le cosiddette zone bianche. In caso di penuria di alloggi, varie norme edilizie vengono allentate finché non sono state costruite e rese disponibili sufficienti abitazioni. Gli abitanti interessati hanno votato democraticamente su questa misura e sostenuto l’introduzione delle zone bianche. Altri cantoni e comuni dovrebbero seguire questo esempio. Sulla scorta di quanto fatto nel Cantone di Zugo e alla luce della carenza di alloggi che persiste da anni in numerosi cantoni, si pone addirittura la questione di una legge d’emergenza a livello federale. I cantoni dovrebbero essere obbligati a definire nei loro piani direttori delle aree in cui determinate prescrizioni – come ad esempio l’indice di sfruttamento – verrebbero sospese in caso di penuria di alloggi, finché il tasso di abitazioni sfitte non torni a superare l’1 per cento.

Un’ulteriore leva importante consiste nell’utilizzo di dati statistici aggiornati. La LPT 1 prevede che gli insediamenti crescano verso l’interno, vale a dire che vengano densificati, per preservare le superfici verdi e contrastare la dispersione urbana. Ma i comuni hanno l’obbligo di pianificare e mettere a disposizione sufficienti superfici edificabili per la crescita demografica prevista nei prossimi quindici anni. Per farlo si basano sulle previsioni dell’Ufficio federale di statistica (UST). Una pianificazione effettuata una sola volta non è però sufficiente: la previsione sottostima infatti la popolazione effettiva dopo quindici anni dell’8,8 per cento. L’UST aggiorna già le proprie previsioni ogni cinque anni, riducendo così lo scarto ad appena lo 0,2 per cento. I cantoni e i comuni non dovrebbero pertanto realizzare la pianificazione solo una volta ogni quindici anni, ma aggiornarla ogni cinque anni in base alle più recenti previsioni dell’UST. Dati previsionali più precisi e attuali possono attivare tempestivamente misure di azzonamento delle superfici edificabili, contribuendo ad attenuare la carenza di alloggi.

Meno regolamentazione e meno possibilità di opposizione non significano meno qualità, bensì più spazio abitativo, maggiore efficienza e più margine d’azione per uno sviluppo centripeto sostenibile. Solo con regole chiare, snelle e coerenti sarà possibile favorire la costruzione di alloggi e attuare con successo la LPT 1 nel lungo periodo. E questo è l’obiettivo per cui ci impegniamo.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su Die Volkswirtschaft, 10 marzo 2026

La committenza al centro

Il 26 giugno il Campus Sursee di Lucerna diventerà il centro nevralgico del settore della costruzione svizzero. La SSIC è lieta di invitare alla Giornata della costruzione, l’evento di networking più importante dell’anno, che avrà per tema «La committenza al centro».

Il 26 giugno, i decision-maker dell’intero settore della costruzione si incontreranno al Campus Sursee per uno scambio di idee. Il tema è: «La committenza al centro». Il settore è confrontato con molteplici sfide che vanno affrontate e superate. Alcune questioni decisive per il futuro riguardano, tra l’altro, l’interazione tra gli attori: in che modo i processi possono essere semplificati? Quali sono le forme di cooperazione più promettenti? Qual è la responsabilità dei partecipanti al progetto in materia di sostenibilità, qualità e sicurezza sul lavoro?

La Giornata della costruzione è un’opportunità per approfondire questa interazione. Con diverse presentazioni e spazio per discussioni, la SSIC illustrerà delle vie per semplificare i processi, rafforzare le cooperazioni e raggiungere gli obiettivi comuni. Mascha Santschi Kallay, moderatrice e esperta di comunicazione, condurrà il programma della giornata. Numerosi esperti e esperte hanno accolto l’invito della SSIC. Parteciperanno (in ordine alfabetico):

Pierre Broye: È presidente della Conferenza di coordinamento degli organi della costruzione e degli immobili dei committenti pubblici (KBOB). Ne presiede il comitato e rappresenta gli interessi della KBOB verso altre istituzioni e il settore edile. Ricopre inoltre la carica di Direttore dell’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica UFCL.

Dott. Armin Hartmann: Il presidente designato del Consiglio di Stato del Canton Lucerna per il 2026/27 è a capo del dipartimento Istruzione e Cultura dal 2023. Prima di allora, è stato attivo politicamente in Gran Consiglio per 16 anni, gli ultimi tre come capogruppo UDC. Per diversi anni ha presieduto l’Associazione dei Proprietari Fondiari di Lucerna ed è stato membro del comitato di APF-HEV Svizzera. Dopo aver conseguito un dottorato in economia, dal 2007 al 2023 ha lavorato come libero professionista e titolare di una società di consulenza.

Philip Keil: Pilota, autore e esperto di aviazione per la TV. Cosa possono imparare le imprese dal mondo dell’aviazione? Sulla base della sua esperienza pratica, Philip Keil parlerà di conduzione e processi decisionali, lavoro di squadra e comunicazione, gestione del cambiamento e cultura positiva dell’errore. Egli ha ricevuto svariati riconoscimenti internazionali e rientra nella classifica dei Top 100 speaker in Europa.

Bianca Weber-Lewerenz: È ingegnera civile e esperta di digitalizzazione/IA in ambito edilizio. Bianca Weber-Lewerenz è attiva nel punto d’intersezione tra edilizia, intelligenza artificiale e etica. Da quasi 20 anni lavora per grandi progetti in Svizzera e all’estero. Dal 2019 Weber-Lewerenz svolge attività di ricerca e pubblica articoli sulla «Digitalizzazione responsabile nel settore delle costruzioni».

Andrea Wucher:  Presidente del CdA Messepark Bern AG, imprenditrice e membro di diversi Consigli di amministrazione, CEO e socia di CONSIGA Svizzera, coach di formazione SSS conduzione di lavori edili. Andrea Wucher è conosciuta per la sua carriera poliedrica in diversi ambiti, tra cui la costruzione, il Digital Signage e la metalcostruzione. Quando ha assunto la funzione di CEO della Weiss + Appetito Holding, è diventata una delle poche manager donna nel settore delle costruzioni. Oggi è attiva in diversi settori, ad esempio nelle costruzioni metalliche in Austria, nel settore dell’alluminio e dell’acciaio in Slovacchia, nella consulenza aziendale e ricopre diversi mandati in consigli di amministrazione.

Giornata della costruzione