giovedì, 19.03.2026

Un nuovo soffitto ibrido pronto per il mercato

Dopo quattro anni di ricerca, Implenia SA, WaltGalmarini AG e l’ETH di Zurigo hanno sviluppato un innovativo soffitto ibrido in legno e calcestruzzo che riduce drasticamente le emissioni, aprendo nuove prospettive per l’edilizia sostenibile.

Un progetto di innovazione Innosuisse, realizzato tra il 2020 e il 2024 da Implenia Svizzera SA e WaltGalmarini AG, in collaborazione con l’ETH di Zurigo, segna un passo avanti determinante nell’ambito dell’edilizia sostenibile. I partner del progetto hanno sviluppato un soffitto piano in legno composito (HVFD) in grado di coprire ampie campate, riducendo al contempo l’impiego di materiali come l’acciaio e il calcestruzzo. Questa tecnologia si contraddistingue per una struttura a sandwich che integra pannelli di legno di latifoglia e uno strato di calcestruzzo, consentendo una riduzione del peso di circa il 40 per cento rispetto al soffitto piano in cemento armato.

Questa leggerezza offre un duplice vantaggio: riduce l’impronta di carbonio dell’edificio, in particolare nei nuclei di stabilità e nelle fondazioni, e apre nuove possibilità architettoniche. «L’HVFD rappresenta un’alternativa efficace alle lastre tradizionali, le cui emissioni aumentano con la portata. In questo caso, le emissioni rimangono pressoché costanti», spiega Andrea Frangi, docente presso il Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e geomatica dell’ETH di Zurigo.

Il sistema si distingue anche dalle soluzioni in legno esistenti. Lo spazio cavo al suo interno consente di integrare funzioni aggiuntive, come isolamento acustico o protezione antincendio, mantenendo una flessibilità rara nel legno. La lastra può infatti passare sopra‑ i muri di separazione tra gli alloggi senza decoupling, offrendo una totale libertà di progettazione. «Con questa tecnologia non siamo in concorrenza con i pannelli in legno e calcestruzzo già esistenti, ma offriamo un’alternativa ecologica alla lastra in cemento armato, laddove prima era l’unica soluzione possibile», sottolinea il docente.

I benefici ambientali sono considerevoli. Negli edifici alti, dove ogni chilogrammo conta, l’impiego dell’HVFD potrebbe ridurre le emissioni della costruzione grezza del 40-50 per cento rispetto a una soluzione tradizionale con elementi massicci. «Nei grattacieli, i risparmi si accumulano un piano dopo l’altro», ricorda Wolfram Kübler, ingegnere civile e membro della direzione della società WaltGalmarini AG.

Il progetto apre inoltre nuove prospettive per la filiera del legno svizzera, in particolare per i legni di latifoglia, ancora poco valorizzati. Grazie al sostegno di Innosuisse, il prototipo ha raggiunto un livello di maturità tale da consentire un primo impiego su larga scala. La tecnologia potrebbe, infatti, essere integrata nel progetto del grattacielo‑ Pi a Zugo.

«Senza il contributo di Innosuisse, un’innovazione del genere non sarebbe stata possibile. Soluzioni innovative di questo tipo, che sono anche pratiche e impiegabili in progetti edilizi reali, possono essere sviluppate solo da un team interdisciplinare composto da esperti del settore industriale e della ricerca», conclude Wolfram Kübler.

Informazioni su Innosuisse

Innosuisse, l’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione, sostiene principalmente progetti di innovazione sviluppati da imprese in collaborazione con le università. Il suo obiettivo è accelerare l’ingresso sul mercato di soluzioni innovative, rafforzando così la competitività dell’economia svizzera.