martedì, 17.02.2026

Votazione popolare dell’8 marzo 2026: no all’iniziativa per un fondo per il clima!

Domenica 8 marzo 2026 la popolazione voterà sull’iniziativa popolare del PS e dei Verdi per un fondo per il clima. La SSIC raccomanda di respingere questa iniziativa estrema e costosa.

L’iniziativa intende rafforzare la protezione del clima e la produzione energetica nazionale attraverso investimenti pubblici supplementari al fine di lottare contro il riscaldamento climatico e le sue conseguenze conformemente agli accordi internazionali sul clima. A tale scopo verrebbe istituito un fondo alimentato dal bilancio della Confederazione. Ogni anno dovrebbero confluire nel fondo risorse comprese tra lo 0,5 e l’1% della prestazione economica svizzera. Secondo le stime, nel 2030, possibile anno di introduzione, ciò corrisponderebbe a una cifra compresa tra i 4,8 e i 9,5 miliardi di franchi.

Per la SSIC l’iniziativa si spinge troppo oltre. La Svizzera ha già definito nella legge sul clima e l’innovazione (LOCli) come raggiungere il suo obiettivo di emissioni nette pari a zero entro il 2050 e ha sviluppato in modo mirato gli strumenti previsti dalla legge sul CO₂ e dalle leggi sull’energia e sull’approvvigionamento elettrico. Esiste già una moltitudine di strumenti grazie alle numerose leggi speciali con obiettivi e esigenze specifici.

La creazione di un fondo di questo tipo è sproporzionata. Già oggi, direttamente e indirettamente, la Confederazione destina alla decarbonizzazione almeno 14 miliardi di franchi all’anno (senza contare le spese dei Cantoni). L’iniziativa comporterebbe un nuovo indebitamento della Confederazione e indebolirebbe il freno all’indebitamento sancito dalla Costituzione. La Confederazione è già oggi confrontata con un problema di spesa e dovrà adottare misure di risparmio drastiche nei prossimi anni. Se invece il fondo fosse finanziato con entrate supplementari, l’attuazione dell’iniziativa richiederebbe probabilmente degli aumenti delle imposte che potrebbero gravare sui bilanci delle economie domestiche e delle aziende. Ciò sarebbe inaccettabile e dovrebbe essere assolutamente evitato.

La SSIC e l’economia raccomandano di respingere l’iniziativa per preservare l’attrattiva della nostra economia e delle nostre aziende.